Pensieri in libertà
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16/03/09 L'AIR CALELLA TEAM è Fantacampione 2008-09, lo PsYCOBETABUCKDOWN si aggiudica il premio Fantamedia.
18/10/08 Torna ad essere consultabile anche la pagina dei vincitori giornate. E tornano gli editoriali di Arlon Olegna, noto scomodo opinionista della Fantalega Gigina.
Operazione grattugiato
Francavilla Fontana. Sette e mezza di un freddo e piovoso lunedì di novembre. Nando scodinzola già da tempo. Vuole uscire a battezzar pali della luce. E’ ancora buio. Dalla cucina non si insinua l’odore del caffè che prepara al risveglio, alle pantofole, al gelo fuori dalle lenzuola. Il friccico dell’olio in padella e l’afrore della cipolla che prende rossore disorientano i sensi appena destati dal lungo sonno. Marco Mente Nera, vecchio bucaniere delle panchine della Fantalega Gigina, si alza all’improvviso dal letto. Rotola sul fianco sinistro, inforca le ciabatte di tavola, si catapulta in avanti e corre in cucina. Lì trova sua madre ai fornelli, in televisione il telegiornale della sera. «Ma non sono le sette e mezza?» si chiede il giovane allenatore disoccupato. «Certo,» risponde sua madre, «sono le sette e mezza. Di sera. Hai dormito venti ore…» In quel mentre una voce catodica annunciava: «Maxi retata della polizia in diverse città italiane. Lombardia, Lazio e Puglia le regioni interessate. Il capo Manganelli si è detto soddisfatto di quella che è stata definita “Operazione Grattugiato”. In manette gli otto affiliati alla pericolosa associazione Fantalega Gigina, che trafficavano, in finte confezioni di parmigiano, stupefacenti mix psicotropi.»
Era la sorprendente conclusione di un consueto week end di delirio fantacalcistico.
Tutto era iniziato due settimane fa. Calella, sostenuto da tutti per la gufata collettiva nei confronti di Giuliano, aveva annunciato che era in silenzio stampa e che avrebbe iniziato a grattarsi. La copiosa quantità di grattugiato genitale prodotta aveva portato in dono due vittorie e il profumo della vetta, lontana tre punti.
Nella Fantalega dilagava la “grattugiato mania”. Dario lo chiedeva per rendere più saporite le sue ricette, Giuliano lo prenotava in caso di ennesima sconfitta per arginare il gufaggio generale, Angelo lo cercava in ogni dove, nei discount e nei centri commerciali, al mercato coperto e dalla “sora Rosa”, nota merceria dell’Esquilino, che aveva tutto: quaderni a quadretti, ciambelle del secolo scorso, lenticchie e fagioli della ciociaria, muschi e licheni di Capo Nord, diari scolastici del 1950, l’autografo di Gregory Peck durante le riprese di “Vacanze Romane”. Persino Gianvito, fin lì fedele al sacro culto della banana e sciamano del pianto prepartita, aveva preteso di essere cosparso della portentosa grana.
Sottomarche, imitazioni cinesi, vero grattugiato hanno circolato tra la Lombardia e la Puglia, passando per il Lazio. C’è chi giura aver visto Angelo farsi il bagno in una vasca piena di un finto Calella per due giorni di seguito; Antocci è stato avvistato in quel di Reggio a somministrare pillole di grattugiato a Cristiano Doni a tempo scaduto; Dario ne ha fatto sniffare una striscia a Pato prima del posticipo serale; Patatina, quel truffaldino, lo ha nascosto tra le mutande del suo avversario Pisano. La conseguente febbre alta ha tenuto in panchina il diligente terzino e ha costretto l’Onda a giocare in dieci.
Tutta la Fantalega meno uno, la capolista Loffiorese, era drogata. Il lunedì sera: il blitz della polizia. Le prove inconfutabili. I sintomi evidenti. Angelo e Gianvito, al momento dell’arresto, erano stati sorpresi in preda a incontenibili stimoli di meteorismo intestinale; Dario veniva dichiarato ufficialmente lebbroso, orbo ed ebbro; Patatina presentava uno strano colorito abbronzato; Antocci era stato trovato con le pillole in tasca; Vito era stato colto in flagrante mentre tentava di diffondere su internet la formula segreta del suo grattugiato; Stefano, che del potente mix non aveva fatto uso, era stato denunciato per ripicca da Cozza e Muntari. Giuliano, che con questa pustolosa storia non c’entrava nulla, fu arrestato poco prima di imbarcarsi. A nulla erano valsi i suoi tentativi di spiegare che lui è il capolista del campionato e non il capo della lega.
«La prossima volta piango e rispolvero il sacro culto della banana.» ha detto Gianvito agli altri mentre veniva condotto in cella. «Io ritorno a mungere le vacche.» gli ha fatto eco Stefano. «Fai bene, incompetente!» gli ha risposto Domizzi, che nel tempo libero fa il cellerino.
Nel frattempo, un sempre più deluso Marco Mente Nera dichiarava l’addio a ogni forma di fantacalcio: «Dopo l’omicidio Raciti e il caso Sandri, dopo i fallimenti di Tanzi e Cragnotti, ora il grattugiato Calella. Non ne posso più, questo calcio è malato. Meglio tornare a letto.»
Erano le otto di sera di un mercoledì di fine novembre. Fuori pioveva. Marco batteva tutti alla playstation.
Arlon Olegna
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